Qualità e rischio nell'attività di bonifica

 

L'attività di bonifica viene effettuata per rimuovere contaminazioni prodotte da eventi incidentali, dal degrado causato dall'abbandono delle aree o da fenomeni di accumulo nel tempo correlati all'esercizio di attività industriali.

Così come le attività in grado di causare contaminazione (tanto con eventi incidentali che gradualmente nel tempo), anche l'attività di bonifica è esposta a rischi che ne possono compromettere lo svolgimento se non addirittura l'efficacia del risultato finale.

Da ciò nasce una duplice esigenza di tutela preventiva: la prima riguarda la disponibilità di strumenti a salvaguardia della qualità dell'intervento, la seconda le modalità con cui trasferire il rischio residuale. La prima di esse si può presentare inoltre anche a posteriori, vale a dire in presenza di eventuali contenziosi che insorgano dopo l'effettuazione dell'intervento, per individuare, attraverso comparazioni con elementi di riferimento (ad esempio nel caso dei costi), le ragioni degli eventuali possibili errori nella gestione dell'intervento.

 

 

Protezione del patrimonio aziendale

 

Nel caso di operazioni di compravendita di terreni così come di riparazione di un danno o di liquidazione di un sinistro, indipendentemente quindi dalla prospettiva, la necessità del soggetto che è chiamato a sostenere i costi di bonifica (od è esposto a tale rischio) è quella di disporre di misure e modalità a tutela del proprio patrimonio nell'ipotesi si verifichino eventi in grado di produrre perdite economiche.

Essendo l'intervento di bonifica a salvaguardia dello stato patrimoniale ("assets" e "liabilities") ed a protezione del conto economico (contenimento delle perdite) diviene essenziale la disponibilità di strumenti che consentano di ottimizzarne la gestione.

 

 

Gestione del rischio e della crisi

 

Ai fini della tutela del patrimonio aziendale l'obiettivo, nello svolgimento di una qualsiasi attività in grado di causare contaminazione, od aggravare quella esistente (come appunto nel caso della bonifica), è duplice e consiste nel predisporre una gestione integrata:

-      del rischio attraverso: identificazione, eliminazione, riduzione, trasferimento e controllo;

-      della crisi che può insorgere a seguito di un evento dannoso mediante: l'analisi delle caratteristiche delle possibili emergenze ambientali, la pianificazione preventiva degli strumenti gestionali capaci di mitigarne gli effetti e di evitare si compiano errori riconducibili a risposte emotive ed improvvisate.

La disponibilità di strumenti che consentano, ad esempio, una scelta preventiva "consapevole" dell'operatore da incaricare per la gestione dell'emergenza e di verificare i costi di intervento, rappresentano la modalità con cui realizzare, in una situazione potenzialmente deteriorabile, i propri obiettivi, persuadendo le parti coinvolte che le soluzioni alternative eventualmente contrapposte comporterebbero risultati, in termini di efficacia e costo, non egualmente soddisfacenti.

 

 

Quali bisogni, quale valore aggiunto: ecco perché l'Osservatorio!

 

Un contributo in termini di informazione e quindi di chiarezza e trasparenza si ritiene fondamentale in un settore relativamente "giovane" come quello rappresentato, per schematicità, dagli operatori iscritti alla categoria 9 dell’ANGA.

Infatti:

-      estremamente ampia e variegata è la tipologia dei soggetti che possono essere coinvolti, a vario titolo) in un intervento di bonifica (aziende, amministrazioni pubbliche, associazioni ambientaliste, investitori immobiliari, ecc.) e, di conseguenza, diversi sono esigenze ed obbiettivi di ciascuno di essi;

-      altrettanto ampia si presenta la casistica nella quale è necessario fare ricorso ad interventi che richiedano competenze quali quelle della categoria sopra richiamate; si pensi ad esempio agli interventi che si rendono necessari a seguito di: incidenti durante il trasporto di sostanze pericolose, di incendio, di alluvione, ecc.

-      differenti sono le fattispecie ed il grado di responsabilità che possono gravare sui vari soggetti con problematiche inerenti l'attribuzione delle stesse in capo a ciascuno di essi, l'individuazione del nesso causale, la determinazione del grado della colpa, ecc.

-      fonte di frequenti contestazioni la materia riguardante il risarcimento del danno; tipicamente nella determinazione "condivisa" dei costi di intervento correlati alla scelta della tecnica adottata e delle modalità di conduzione dell'intervento;

-      complessa si presenta ora, a seguito dell'introduzione di questa nuova fattispecie di danno con la Direttiva Ue 2004/35 che ne regolamenta la responsabilità, la materia della determinazione e quantificazione del Danno Ambientale;

-      la certezza del risarcimento nel trasferimento assicurativo del rischio necessita di strumenti che diano, a loro volta, certezza alla determinazione e quantificazione del danno;

-      analoghe esigenze si registrano nel caso di reperimento di finanziamenti per l'esecuzione di interventi di recupero e riqualificazione da parte dei soggetti in grado di erogare tali finanziamenti.

 

Ecco perché l'Osservatorio si propone quale referente per un qualificato supporto informativo alle decisioni!

 
 
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